Come vestirsi elegante quando hai davanti un’occasione importante e vuoi essere sicura che il tuo look sia davvero adeguato alla situazione?
Che si tratti di una cena, un evento aziendale, una cerimonia o semplicemente di un’occasione in cui vuoi sentirti particolarmente curata, uno dei dubbi più frequenti è proprio questo: il mio outfit sarà abbastanza elegante oppure manca qualcosa?
Quando pensiamo a un look raffinato, spesso la prima immagine che ci viene in mente è quella del classico total black, magari accompagnato da décolleté e borsa coordinata. In realtà l’eleganza non dipende da un singolo capo e non esiste una divisa che funzioni per tutte.
Un outfit ben costruito nasce soprattutto dall’equilibrio tra colori, linee, tessuti, accessori e cura dei dettagli. E naturalmente deve essere adeguato all’occasione.
È un aspetto sul quale lavoro spesso anche durante le mie consulenze d’immagine. Più che cercare la formula dell’“outfit perfetto”, trovo molto più utile capire quali elementi rendono un look più o meno raffinato e appropriato al contesto. Una volta acquisito questo criterio, diventa molto più semplice creare combinazioni diverse utilizzando anche ciò che si possiede già.
Vediamo allora da dove partire.
Il total black è elegante, certo, ma non è affatto l’unica possibilità.
Un outfit monocromatico può risultare molto raffinato anche in blu, bordeaux, marrone, verde oppure bianco, soprattutto quando i capi hanno linee pulite e dialogano bene tra loro.
Non significa necessariamente indossare dalla testa ai piedi la stessa identica sfumatura. Si può lavorare anche con tonalità diverse dello stesso colore oppure partire da una base monocromatica e inserire un colore differente attraverso gli accessori.
Se vuoi utilizzare più colori nello stesso outfit, il mio consiglio è quello di mantenere una certa pulizia visiva: generalmente mssimo tre colori nell’intero look,, considerando nel conteggio anche scarpe, borsa, cintura e altri accessori.
Non è una regola matematica e naturalmente esistono combinazioni molto riuscite che utilizzano più tonalità. È però un criterio pratico che aiuta a mantenere l’insieme armonioso, soprattutto quando non sei sicura dell’abbinamento.
Anche la scelta delle singole tonalità può essere personalizzata. Se conosci le caratteristiche cromatiche del tuo incarnato grazie all’Armocromia, puoi utilizzarle per scegliere i colori che ti valorizzano maggiormente, in particolare per ciò che indossi vicino al viso.
Qui entra in gioco soprattutto il livello di formalità dell’occasione.
Se il dress code è molto formale, generalmente consiglio di privilegiare le tinte unite. Rendono più semplice ottenere un risultato pulito, raffinato e adeguato al contesto.
In un’occasione curata ma meno formale, invece, anche una fantasia può funzionare benissimo. La inserirei però con una certa delicatezza, scegliendo un elemento protagonista anziché moltiplicare stampe e decorazioni.
Per esempio, se scegli un abito fantasia, non è necessario aggiungere anche una borsa molto decorata, scarpe con una stampa importante e numerosi accessori vistosi.
Il punto non è eliminare tutto ciò che rende personale il look. Al contrario: si tratta di decidere dove vuoi portare l’attenzione.
È proprio questo tipo di scelta che permette di ottenere un risultato raffinato senza renderlo impersonale.
Quella di abbinare scarpe, borsa ed eventualmente cintura è una delle regole più tradizionali dell’eleganza.
E in determinati contesti continua assolutamente ad avere senso.
Se stiamo parlando di un’occasione molto formale, coordinare questi elementi nello stesso colore è una soluzione classica che crea immediatamente ordine nel look, ma non significa che debba diventare una regola da applicare sempre.
In un outfit più contemporaneo e meno formale, scarpe e borsa possono tranquillamente avere colori differenti. Quello che conta è che rimangano coerenti con il resto.
Possono richiamare colori già presenti, creare un contrasto studiato oppure avere semplicemente uno stile che dialoga con tutto l’insieme.
Se vuoi approfondire proprio questo aspetto, ne ho parlato anche nell’articolo “Scarpe e borsa vanno sempre abbinate?”, dove spiego quando questa regola ha ancora senso e quando invece rischia di rendere il look poco contemporaneo,
Nel mio lavoro trovo importante anche questo: conoscere le regole non significa applicarle automaticamente. Significa avere abbastanza criterio da capire quando una regola può essere utile e quando invece possiamo lasciarla andare.
Scollatura, spacco e lunghezza della gonna o dell’abito contribuiscono molto alla percezione finale del look.
Questo non significa che per essere eleganti sia necessario coprirsi. Significa piuttosto dosare gli elementi.
Una scollatura importante può risultare assolutamente raffinata e adeguata. Lo stesso vale per uno spacco o per una lunghezza più corta. Se però inseriamo contemporaneamente molti elementi che attirano l’attenzione, il risultato può diventare meno armonioso rispetto a quello che stavamo cercando.
Bisogna inoltre considerare che lo stesso capo non produce lo stesso effetto su ogni persona.
Una determinata scollatura, per esempio, può avere un impatto visivo molto diverso in base alle proporzioni e ai volumi del corpo. Non significa stabilire chi “può” o “non può” indossarla: significa osservare quanto quell’elemento diventa protagonista all’interno del look e decidere se è proprio quello l’effetto che vogliamo ottenere.
E naturalmente conta il contesto: un outfit perfetto per una cena di gala può non essere adatto a una cerimonia religiosa oppure a un evento professionale particolarmente formale.
Perciò, oltre a chiederti “mi piace?”, quando stai cercando di capire come vestirti per un’occasione elegante, prova a chiederti anche: è adeguato al luogo, all’orario e al tipo di occasione?
A volte concentriamo tutta l’attenzione sulla scelta del vestito e sottovalutiamo ciò che succede intorno.
Eppure sono spesso proprio i dettagli a determinare la percezione finale.
Pensa alle scarpe: non devono necessariamente essere costose o particolarmente elaborate, ma devono essere pulite e in buone condizioni.
Oppure alla lunghezza dell'orlo di un pantalone. Un modello bellissimo può perdere molta della sua resa se la sua caduta non funziona con la scarpa che abbiamo scelto.
Anche una cintura può diventare parte del look e non semplicemente qualcosa che serve a tenere fermo il pantalone.
Lo stesso vale per i gioielli, non serve indossarne molti: serve sceglierli con attenzione e coerenza: un paio di orecchini, una collana adatta allo scollo o un accessorio ben scelto possono fare molto più di tanti elementi aggiunti senza un filo conduttore.
L’eleganza raramente è una questione di quantità. Molto più spesso è una questione di intenzione.
Capelli e make-up non sono qualcosa di separato dall’abbigliamento. Quando guardiamo una persona, infatti, non percepiamo singolarmente l’abito, la scarpa, il trucco e i capelli. Vediamo il risultato complessivo.
Per questo un capello ordinato contribuisce moltissimo alla sensazione di cura, può essere liscio, mosso, raccolto in uno chignon semplice oppure portato nella sua texture naturale: non esiste un’unica acconciatura giusta, conta che l’effetto sia curato e coerente con il resto.
Lo stesso principio vale per il make-up, non deve necessariamente essere intenso: anche un trucco molto leggero può completare perfettamente un look curato.
Quando devi creare un outfit elegante, quindi, prova a non chiederti soltanto quale sia il capo più elegante che possiedi.
Guarda l’insieme: colori, linee, tessuti, quantità di dettagli, accessori, pelle scoperta, capelli, make-up e soprattutto contesto devono dialogare fra loro.
E poi c’è un ultimo elemento, che per me è fondamentale: il tuo stile, perché puoi creare un outfit formalmente impeccabile ma continuare a sentirti travestita se quello che indossi non ha nulla a che fare con te.
È uno dei motivi per cui, durante i miei percorsi di consulenza d’immagine, non parto da una lista di capi che una donna “dovrebbe” avere. Parto dalla persona, dalla sua vita, dalle occasioni che affronta realmente e dall’immagine che vuole comunicare.
Le regole dell’eleganza, l’Armocromia, le proporzioni e gli altri strumenti tecnici possono essere molto utili. Ma devono rimanere strumenti al servizio del tuo stile, non sostituirlo.
È proprio questo il lavoro che facciamo nel Percorso Stile Glow Up: costruire criteri che ti permettano di sapere non soltanto cosa ti sta bene, ma come creare look che funzionino davvero nella tua vita e che ti facciano sentire adeguata senza perdere la tua identità.
Perché fare bella figura non significa sembrare qualcun’altra, significa arrivare in un posto e sentire che quello che indossi è giusto per l’occasione, ma anche per te.