Come scegliere i jeans in base al fisico? Partire dalla forma del corpo è sicuramente utile, perché alcuni modelli di jeans possono aiutare a creare maggiore equilibrio tra i diversi volumi della figura.
Ma non basta sapere se hai un fisico a triangolo, a clessidra, a rettangolo o a triangolo invertito per individuare automaticamente il modello di jeans più adatto.
Nella scelta entrano infatti in gioco anche altri aspetti: la proporzione tra busto e gambe, la distribuzione dei volumi, l’altezza della vita, la forma e la dimensione delle tasche posteriori, il colore del denim e naturalmente la vestibilità.
È anche per questo che due donne con la stessa fisicità possono trovarsi bene con modelli di jeans diversi.
Nel mio lavoro lo noto spesso: non mi limito a considerare quale modello sia generalmente più indicato per una determinata forma del corpo, ma osservo l’effetto che quel jeans crea sulla figura nel suo insieme.
Partiamo quindi dai modelli di jeans più adatti alle diverse fisicità, per poi vedere quei dettagli che possono fare la differenza quando sei davanti allo specchio in camerino.
Nel fisico a triangolo la parte inferiore del corpo è visivamente più presente rispetto a quella superiore, soprattutto nella zona di fianchi e cosce.
In questo caso può essere utile scegliere un jeans che accompagni bene i volumi e che crei maggiore equilibrio anche nella parte inferiore della gamba.
Uno dei modelli che può funzionare meglio è il jeans flare, perché segue la linea di fianchi e cosce e poi si apre sul fondo, creando una proporzione più armonica.
In alcuni casi può funzionare ancora meglio un jeans palazzo, soprattutto quando la gamba ha una linea ampia e fluida fin dall’alto e il tessuto cade bene senza irrigidire la figura.
Eviterei invece di considerare lo straight come modello per questa fisicità: la sua linea dritta può non accompagnare in modo ideale la differenza di volume tra fianchi e parte inferiore della gamba.
Il punto, come sempre, non è vietare un modello, ma capire quale effetto produce sulla tua figura.
Nel fisico a triangolo invertito la parte superiore del corpo è visivamente più presente rispetto a quella inferiore.
Qui il jeans può diventare uno strumento utile per dare più equilibrio alla figura.
Funzionano bene il flare, che aggiunge apertura nella parte bassa della gamba, e lo straight, che crea una linea più presente e continua.
Può essere interessante anche uno skinny, soprattutto se scelto in un denim chiaro. I colori chiari attirano maggiormente l’attenzione e possono quindi dare più presenza visiva alla parte inferiore del corpo.
Al contrario, uno skinny molto scuro tende a rendere la gamba ancora più visivamente sottile e può accentuare la differenza tra parte superiore e inferiore.
In questa fisicità eviterei invece i wide leg molto ampi, perché il volume distribuito lungo tutta la gamba non sempre crea l’equilibrio desiderato e può appesantire la parte inferiore senza valorizzarne davvero le proporzioni.
Nel fisico a clessidra spalle e fianchi sono generalmente ben proporzionati e il punto vita è evidente.
Il jeans dovrebbe quindi accompagnare le curve senza cancellare questa armonia.
Il flare è spesso uno dei modelli più efficaci, perché segue il volume dei fianchi e mantiene un buon equilibrio fino al fondo della gamba.
Anche altri tagli possono funzionare, in base alle proporzioni specifiche della persona, mentre lo straight tende a essere meno valorizzante, perché può togliere definizione alla naturale alternanza tra punto vita, fianchi e gambe.
Qui diventa particolarmente importante anche la vestibilità in vita. Se il jeans veste bene sui fianchi ma rimane molto largo nella zona del punto vita, probabilmente non è il fit più adatto a te, anche se il modello sulla carta sarebbe corretto.
È proprio uno di quei casi in cui la taglia da sola dice poco: bisogna osservare come è costruito il jeans e come segue il corpo.
Se ti piace una linea più asciutta meglio orientarti sui modelli di jeans momfit o carrot, che accompagnano la linea del fianco e cadono diritti sulla gamba.
Nel fisico a rettangolo spalle e fianchi hanno generalmente una larghezza simile e il punto vita è meno segnato.
In questo caso lo straight è spesso una scelta particolarmente efficace, perché riprende la linearità della figura e mantiene un equilibrio pulito tra parte superiore e inferiore.
Anche altri modelli possono funzionare, soprattutto se desideri introdurre più movimento o creare visivamente qualche curva in più, ma il jeans dritto rimane sicuramente uno dei tagli più naturali per questa fisicità.
Ad esempio se indossi un jeans a palazzo molto ampio dovrai fare attenzione anche a cosa indossi sopra, per mantenere la proporzione del busto.
Il vantaggio è anche pratico: uno straight ben scelto può risultare molto versatile e facile da inserire in outfit diversi, dal look più quotidiano a quello più curato.
Nel fisico ovale il volume tende a concentrarsi maggiormente nella parte centrale del corpo.
Qui può funzionare bene ancora una volta il jeans straight, perché crea una linea continua lungo la gamba senza aderire troppo e senza aggiungere un volume eccessivo sul fondo.
Diventa però fondamentale scegliere bene anche la vestibilità nella zona della vita e dell’addome.
Un jeans che stringe troppo, crea pieghe o continua a scendere mentre lo indossi difficilmente sarà davvero funzionale, anche se il taglio è teoricamente corretto.
Nel lavoro sul guardaroba questo è un aspetto che considero sempre: un capo non deve soltanto valorizzare la figura quando sei ferma davanti allo specchio. Deve funzionare quando cammini, ti siedi, lavori e vivi la tua giornata.
Una volta individuata la forma della gamba, bisogna considerare anche l’altezza della vita.
La vita alta viene spesso considerata automaticamente più valorizzante, ma non è così per tutte.
Se hai gambe proporzionalmente corte e busto più lungo, una vita medio-alta o alta può aiutare ad alzare visivamente il punto vita e far apparire le gambe più lunghe.
Se invece hai gambe molto lunghe e busto corto, una vita molto alta rischia di esasperare ulteriormente questa proporzione, accorciando ancora di più il busto. In questo caso può funzionare meglio una vita media e, in alcune situazioni, anche una vita più bassa.
Quindi, quando scegli tra jeans a vita alta, media o bassa, non guardare soltanto la moda del momento, osserva piuttosto dove si posiziona visivamente il punto vita e se quella linea crea equilibrio tra busto e gambe.
Un dettaglio spesso sottovalutato nella scelta dei jeans sono le tasche posteriori. La loro dimensione dovrebbe essere proporzionata alla dimensione del sedere.
Una tasca molto piccola su un gluteo più importante può accentuarne visivamente il volume per contrasto. Al contrario, una tasca molto grande su un gluteo piccolo rischia di risultare sproporzionata.
Anche forma e posizione contribuiscono all’effetto finale, quindi vale sempre la pena guardarsi anche da dietro quando provi un paio di jeans.
A volte il modello sembra corretto, la taglia è giusta, ma il risultato continua a non convincerti. E può essere proprio uno di questi dettagli a fare la differenza.
Non conta soltanto il modello, anche colore, lavaggio e schiariture del denim modificano la percezione dei volumi.
Un jeans scuro e uniforme tende a creare una superficie più continua e visivamente contenuta. Un denim chiaro, invece, porta maggiormente l’attenzione sulla zona in cui viene indossato.
Lo stesso vale per schiariture, strappi e contrasti: attirano lo sguardo proprio nel punto in cui sono posizionati.
Non significa che alcune fisicità debbano indossare soltanto jeans scuri. Significa semplicemente conoscere l’effetto che stai creando e decidere se è quello che desideri.
Su un fisico a triangolo invertito, per esempio, un denim più chiaro può essere strategico proprio perché porta maggiore presenza visiva nella parte inferiore della figura.
Scegliere i jeans in base al fisico non significa trovare una regola rigida da rispettare, significa capire quali caratteristiche lavorano meglio con le tue proporzioni.
Forma della gamba, altezza della vita, colore, vestibilità e tasche posteriori sono tutti elementi che vanno osservati insieme.
Ed è proprio per questo che due jeans apparentemente simili possono avere un risultato completamente diverso una volta indossati.
C’è poi un ultimo aspetto che per me rimane fondamentale: il jeans deve funzionare anche con il tuo stile, con il resto del tuo guardaroba e con la tua vita reale.
Perché un capo può valorizzarti perfettamente, ma se non sai con cosa abbinarlo, non ti rappresenta o non è adatto alle tue giornate, rischia comunque di rimanere nell’armadio.
Nel Percorso Stile Glow Up il lavoro parte proprio da qui: non dal singolo capo “giusto”, ma dalla costruzione di uno stile che tenga insieme proporzioni, identità, occasioni d’uso e guardaroba, per aiutarti a vestirti con più criterio e meno improvvisazione.
L’obiettivo non è trovare il jeans perfetto secondo una regola. È trovare quello che funziona davvero per te.